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LINKEDIN

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La gestione aziendale di Linkedin passa per la creazione di una pagina aziendale simile a quella di Facebook o altre piattaforme social.

La prima parte prevede la creazione da zero di una pagina aziendale dove andranno inseriti successivamente i post.

Vanno anche inserite pagine importanti quali il chi siamo dove si darà una panoramica aziendale dettagliata

E vita dove viene definita mission e vision aziendale con contenuti multimediali e immagini

In lavoro verranno inserite le eventuali posizioni aperte all’interno dell’azienda.

Mentre in persone andranno collegati i profili Linkedin delle persone che effettivamente lavorano per l’azienda.

ADVERTISING IN LINKEDIN

Partiamo da un fatto: la pubblicità su LINKEDIN è più costosa di quella sugli altri social network, nella fattispecie guardiamo quale sia il budget minimo giornaliero per qualsiasi tipo di campagna:

Facebook & Instagram 1€ al giorno

Linkedin 10$ al giorno

Linkedin spiega che questo costo è dovuto al fatto che nella piattaforma esistono solamente professionisti e quindi la qualità per contatto è molto elevata.

Infatti è possibile targetizzare con estrema precisione coloro che dovranno ricevere le nostre sponsorizzate e come possiamo vedere nell’esempio è possibile arrivare a target di professionisti del settore molto specifici per qualifiche, aziende dove lavorano, età ecc..

Conviene dunque fare pubblicità su Linkedin?

La pubblicità su Linkedin è un’ottima opportunità per le aziende soprattutto quelle con un’ottica b2b. Sempre più professionisti del settore curano la propria pagina personale e spesso vengono condivisi articoli di blog, aggiornamenti interessanti.

La sensibilità alle sponsorizzate sarà ottimale visto il target molto specifico.

Inoltre è possibile anche inviare informazione e articoli tramite messaggi ed e-mail sponsorizzate, creando quindi a pagamento una specie di newsletter interna alla piattaforma scegliendo sempre il target desiderato.

Da segnalare anche che Linkedin è sicuramente la miglior piattaforma social per il recruiting infatti è possibile trovare figure lavorative da assumere in azienda o collaboratori esterni.

In definitiva in un’ottica di marketing a 360° una pagina Linkedin aggiornata e con sponsorizzate attive per post o landing page importanti è sicuramente uno strumento fondamentale!

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CryptoLocker e sicurezza informatica

CryptoLocker e sicurezza informatica

Hai mai sentito parlare di una architettura server robusta che ti rende invulnerabile ai virus anche di ultima generazione come il Cryptolocker ?
Ecco alcuni dei casi di successo dalla nostra azienda:

  • Un hotel attaccato in piena stagione turistica non ha subito nessun tipo di danno grazie ad un backup super aggiornato contenente gli identici dati aziendali NON infetti
  • Una  grande azienda è stato attaccata durante la mattina del 1° Maggio precisamente alle ore 9:00, alle ore 10:00 dello stesso 1° Maggio era di nuovo online con dati NON infetti grazie ad una infrastruttura solida del server che gli avevamo precedentemente installato (virtualizzazione del server)

CryptoLocker è un virus trojan nato nel tardo 2013 e perfezionato poi nel maggio 2017. Questo malware è una forma di ransomware infettante i sistemi Windows che consiste nel criptare i dati della vittima, richiedendo un pagamento per la decriptazione.
Questa tipologia di virus oltre a provocare un’impennata del valore del bitcoin (il riscatto infatti viene spesso convertito o pagato in bitcoin) ha raggiunto nella sua versione del 2017 WannaCry worm picchi di 200.000 computer infetti di ben 150 nazioni in appena 4 giorni.
La nota azienda Symantec stima che circa il 3% di chi è colpito dal malware decide di pagare. Non tutti però vedono decriptati i proprio dati e di certo pagare il riscatto non è la soluzione giusta…
Scegliamo per i nostri clienti solo gli strumenti oggettivamente migliori basandoci ad esempio sul Gartner’s Quadrant.

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Modem libero!

Modem Libero

 

Ogni compagnia telefonica in fase di installazione e di utilizzo fino ad oggi proponeva un modem specifico al cliente finale. Questo spiega perché in migliaia di case Italiane ci siano pochissimi modem differenti.

Questa prassi cambierà totalmente dal 31 Dicembre 2018 in ritardo di quattro mesi a causa dei numerosi ricorsi delle principali compagnie telefoniche Italiane.

In definitiva con la pubblicazione della delibera 348/18/CONS dell’Autorità garante per le telecomunicazioni l’Italia si uniforma alla direttiva dell’EU sulla neutralità della rete.

Un vecchio modem molto presente nelle case Italiane!

 

La scelta del modem

La scelta del modem sarà a carico dell’utente. Gli operatori potranno offrire un modem consigliato ma verrà esplicitato nel contratto il costo del solo terminale separandolo dalle altre voci della bolletta quali installazione, manutenzione e configurazione dello stesso.

Obbligatorio sarà dunque anche un’offerta in cui al cliente finale non verrà proposto un modem e sarà lui stesso a secondo delle proprie esigenze di navigazione a comprarsene uno.

Un modem da vero gamer!

 

La delibera

La delibera nella sua parte principale obbliga il fornitore di servizi a far scegliere al cliente quale modem/router poter utilizzare per l’accesso ad Internet da postazione fissa senza discriminazione nella fornitura del servizio o applicazione di costi aggiuntivi.

Un altro obbligo per gli operatori sarà quello di fornire guide gratuite per la configurazione dei servizi anche se in questo caso la fase di installazione e manutenzione del modem/router sarà a carico dell’utente.

 

Cosa succederà a noi utenti?

Sono molti i possibili scenari, riassumiamoli per punti:

1)Per tutti gli utenti che hanno nel loro contratto l’acquisto a rate del modem l’operatore sarà costretto a fornire una soluzione che permetta l’utilizzo del terminale gratuitamente o darà loro la possibilità di usarne un altro senza costi aggiuntivi. Se questo non avverrà l’utente potrà rescindere il proprio contratto senza oneri ulteriori a quelli dalla restituzione del modem/router.

2) Se il modem/router è stato ceduto all’utente a titolo gratuito, nel momento del recesso dal contratto il cliente non dovrà restituirlo e non dovrà corrispondere nessuna cifra per tenerselo.

3) Se l’utente ha già acquistato il modem, nel momento in cui cesserà l’abbonamento con l’operatore, quest’ultimo dovrà garantire tutti gli aggiornamenti futuri per il funzionamento del terminale, anche nel caso l’utente finale scelga un servizio concorrente.

 

 

 

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Il Garante privacy all’Agenzia delle entrate: la fatturazione elettronica va cambiata

Il Garante privacy all’Agenzia delle entrate: la fatturazione elettronica va cambiata

 

Il Garante privacy all’Agenzia delle entrate: la fatturazione elettronica va cambiata
I trattamenti di dati previsti dal 1 gennaio 2019 possono violare la normativa sulla protezione dei dati. Sproporzionata raccolta di informazioni e rischi di usi impropri da parte di terzi

Nel nostro lavoro le novità possono nascere da un momento all’altro e nella nostra filosofia di gruppo è fondamentale aggiornare tempestivamente i nostri clienti e stakeholders sulle importanti novità. Per questo vi giriamo questa news fondamentale:

il Garante per la protezione dei dati personali ha avvertito l’Agenzia delle entrate che il nuovo obbligo della fatturazione elettronica, così come è stato regolato dall’Agenzia delle entrate, “presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali”. Per questo motivo ha chiesto all’Agenzia di far sapere con urgenza come intenda rendere conformi al quadro normativo italiano ed europeo i trattamenti di dati che verranno effettuati ai fini della fatturazione elettronica.

E’ la prima volta che il Garante esercita il nuovo potere correttivo di avvertimento, attribuito dal Regolamento europeo, attraverso un provvedimento adottato anche a seguito di alcuni reclami.

Il nuovo obbligo di fatturazione elettronica – esteso a partire dal 1 gennaio 2019 anche ai rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori – presenta, secondo il Garante, un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito.

Entrando nel merito del nuovo sistema di e-fatturazione il Garante ha rilevato una serie di criticità. In primo luogo, l’Agenzia, dopo aver recapitato le fatture in qualità di “postino” attraverso il sistema di interscambio (SDI) tra gli operatori economici e i contribuenti, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo. Tuttavia non saranno archiviati solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria, che contiene di per sé informazioni di dettaglio ulteriori sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni (es. regolarità nei pagamenti, appartenenza a particolari categorie di utenti), o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali. Altre criticità derivano dalla scelta dell’Agenzia delle entrate di mettere a disposizione sul proprio portale, senza una richiesta dei consumatori, tutte le fatture in formato digitale, anche per chi preferirà comunque continuare a ricevere la fattura cartacea o digitale direttamente dal fornitore, come garantito dal legislatore.

Ulteriori problemi pone il ruolo assunto dagli intermediari delegabili dal contribuente per la trasmissione, la ricezione e la conservazione delle fatture, alcuni dei quali operano anche nei confronti di una moltitudine di imprese, accentrando enormi masse di dati personali con un aumento dei rischi, non solo per la sicurezza delle informazioni, ma anche relativi a ulteriori usi impropri, grazie a possibili collegamenti e raffronti tra fatture di migliaia di operatori economici.

Anche le modalità di trasmissione attraverso lo SDI e gli ulteriori servizi offerti dall’Agenzia (come la conservazione dei dati) presentano criticità per quanto riguarda i profili di sicurezza, a partire dalla mancata cifratura della fattura elettronica, tanto più considerato l’utilizzo della PEC per lo scambio delle fatture, con la conseguente possibile memorizzazione dei documenti sui server di posta elettronica.

Una preventiva consultazione dell’Autorità, peraltro stabilita dal previgente Codice privacy e dal nuovo Regolamento Ue, avrebbe potuto assicurare fin dalla progettazione l’avvio del nuovo sistema con modalità e garanzie rispettose della protezione dei dati personali, introducendo misure tecnico organizzative adeguate in tutta la filiera del trattamento dei dati personali per la fatturazione elettronica.

Il provvedimento del Garante è stato inviato anche al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze per le valutazioni di competenza.

Non appena avremo notizie ufficiali sul risultato di questo provvedimento sarà nostra premura avvisarvi.

 

 

 

 

 

 

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Fatturazione Elettronica

Fatturazione Elettronica

 

Con la legge n. 205/2017 –art. 1, comma 909 (modifica D.Lgs.N. 127/2015 –art. 1, co. 3) è stato introdotto:
1.L’obbligo di fatturazione elettronica –utilizzando il SdI–per tutte le operazioni di cessione di beni e prestazione di servizi effettuate tra operatori residenti, stabiliti nel territorio dello Stato (B2B e B2C) 
2.L’obbligo di trasmissione telematica dei dati delle fatture relative alle operazioni da e verso l’estero (intra ed extracomunitarie) con cadenza mensile (ultimo giorno del mese successivo a quello di riferimento), mantenendo la semplificazione dei modelli INTRA acquisti in vigore dal 1°gennaio.

Ecco alcune disposizioni ufficiali:

Fatturazione cartacea addio
Non è possibile continuare ad emettere fatture cartacee.
La fattura può essere emessa e ricevuta solo utilizzando il Sistema di Interscambio (SdI). 
Qualsiasi altra tipologia di fattura che non transiti dallo SdI è da considerarsi non emessa.
Indirizzamento 
La fattura elettronica deve essere indirizzata all’indirizzo telematico di destinazione
Impresa/partita iva (B2b):
• Indirizzo PEC
• Codice destinatario se la FE è ricevuta da un terzo (provider, software house, commercialista)

Consumatore finale/regime forfettario (B2c):
• Codice fiscale e «codice destinatario» impostato a “0000000”.
Il SdI rende disponibile la fattura elettronica al committente nella sua area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate

I soggetti coinvolti
L’obbligo di emissione fatture elettroniche riguarda tutti i soggetti privati residenti, stabiliti nel territorio dello Stato.
Rientrano nell’obbligo:

• Le fatture emesse verso soggetti IVA (B2b),
• Le fatture per i consumatori finali(B2c).

 

DEADLINE
In questo schema sono riassunte le varie scadenze:

Per quanto possa sembrare una rivoluzione che complichi la vita aziendale il nostro gruppo crede che con gli strumenti adatti si possa affrontare nel modo giusto questo cambiamento.
Con il software user-friendly che offriamo ai nostri clienti è possibile ottimizzare i processi e renderli efficienti ed efficaci.

 

In conclusione vi diamo qualche dato sull’effetto risparmio con la fatturazione elettronica:
Dati statistici alla mano con il consueto processo tradizionale basato su carta le organizzazioni che producono/ricevono un volume di Fatture superiore alle 3.000 Fatture/anno hanno un costo che si assesta tra i 7,5 e gli 11,5 euro a fattura. L’eliminazione dei costi grazie alla fatturazione elettronica deriva in larga parte da risparmi legati alla riduzione dell’impiego di manodopera per attività di stampa e imbustamento; gestione della relazione con il cliente (immaginate solo a quante volte avete dovuto fare una telefonata per capire se fosse arrivata/pagata una fattura) ed infine la gestione della conservazione delle stesse fattura, verranno infatti eliminati anche i costi dell’archivio con un’ottica “green” per la completa rimozione del materiale cartaceo.

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Centralino telefonico VoIP

Centralino telefonico VoIP

Molti di voi o almeno i più nostalgici quando pensano ai centralini hanno questa immagine mentale:

Il classico centralino come tante altre tecnologie è stato perfettamente sostituito da una tecnologia avanzata che utilizza naturalmente la rete per il suo scopo: parliamo della telefonia VoIP

Il centralino VoIP offre servizi avanzati e personalizzabili, è modulare e può essere configurato in ogni momento per gestire nuove utenze (interne o esterne) con costi davvero minimi.

Questo sistema trasforma le comunicazioni vocali in formato digitale e le immette in una rete dati che connette tutti gli apparecchi telefonici.
VoIP è acronimo di “Voice over IP” dove IP è il protocollo utilizzato per la comunicazione, che è anche lo stesso utilizzato da Internet.

In sintesi grazie alla versatilità del sistema digitale la telefonia si arricchisce di funzionalità, servizi e vantaggi non implementabili con la telefonia tradizionale.

Queste sono le 4 possibili opzioni per la gestione dell’hardware per la telefonia VoIP:
1) Gestione delle linee telefoniche tradizionali ed integrazione con linee Analogiche e ISDN,
possibilità di utilizzo di apparecchi telefonici standard (fissi o cordless) su cavi telefonici standard, questo permette di non cambiare i dispositivi telefonici tradizionali.
2) Utilizzo di apparecchi VoIP dedicati su reti locali interne (intranet); in questo caso si possono utilizzare telefoni e videotelefoni IP di nuova generazione e dal design accattivante.

3) Utilizzo di apparecchi telefonici o cuffie/microfono collegati a PC in rete quindi non è necessario avere un telefono fisico ma si possono utilizzare anche solo questi apparati per il nostro centralino.

4) Utilizzo del proprio smartphone, tablet, pc tramite APP per Android, Windows, IOS ecc …….

Guardiamo la vasta gamma di servizi inclusi nel software del centralino VoIP che noi offriamo ai nostri clienti:

  • Visualizzazione stato degli interni (libero, occupato, pausa, spento, segreteria, deviazione, squillo, ecc).
  • Registrazione telefonata.
  • Invio messaggi testuali istantanei agli interni.
  • Rubrica condivisa.
  • Elenco chiamate fatte e ricevute.
  • Memo su richiami.
  • Attesa chiamate con messaggi personalizzabili.
  • Trasferimento chiamate.
  • Segreteria telefonica gestibile anche dall’esterno.
  • Rubriche telefoniche condivise.
  • Gestione trasferimento multiplo di chiamate.
  • Sistema interattivo con menu vocali (IVR) cioè risponditore vocale (es. premere 1 per parlare con l’ufficio tecnico, ecc….).
  • Gestione servizio fax con invio in copia dei documenti anche alla vostra email.
  • Messaggeria istantanea tra utenze ovvero la chat.
  • Sistema di notifica e archiviazione di tutti gli eventi (telefonate entrate e uscite, messaggi, ecc.).

 

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Crowdfunding

Crowdfunding

Secondo la proposta della “European Crowdfunding network”, si tratta dell’”Accumulo di piccoli investimenti in singoli progetti da parte di un gran numero di individui (“La folla”) tramite o con l’aiuto di Intenet e dei social network”.
In sintesi può essere considerato una forma di partecipazione (finanziaria, ma non solo) dalle rete (sociale) e attraverso la rete (internet) a un progetto.

Terminologie del crowdfunding

  • Creator è colui che lancia la campagna
  • Chi elargisce per la realizzazione del progetto è definito founders, backers, donors.
  • Funding Goal: Contributo necessario per raggiungere l’avvio del progetto
  • Campagna “all or nothing” Quando nella campagna non si raggiunge l’obiettivo ovvero “Funding Goal” tutti i donors ottengono un rimborso, in caso di obiettivo raggiunto o superato la campagna è finanziata (Project funded)
  • Campagna “keep it all” la cifra raggiunta dalle donazioni non ha un goal quindi il progettista ottiene l’ammontare delle donazioni per intero.

Dal punto di vista del donatore, la modalità “All or nothing” è quella che mette più tranquillità: perchè magari non conoscendo dal vivo il progettista, non sappiamo se ci voglia truffare o meno, quindi possiamo controllare meglio il nostro investimento attraverso il timing e la percentuale di avanzamento delle donazioni.

  • Il reward-based è un tipo di crowdfunding in cui si riceve una ricompensa, sulla base dell’importo che si è investito nella campagna che si sostiene e che, in genere, coincide con un prodotto o un servizio.

Esempio piattaforma DeRev: le campagne che non prevedono rewards raccolgono una media pro-capite di 5-10€, mentre quelle con ricompense utili e accattivanti raccolgono anche 80-100€.

Il fattore tempo

  • La durata consigliata di ogni campagna è di 60 giorni, si consiglia comunque di non superare mai i 120 giorni.
  • Una campagna in grado di ottenere il 30% di finanziamento entro il primo terzo della sua durata ha ottime chance di raggiungere l’obiettivo predefinito e anche di superarlo. In alcune piattaforme (es. Kickstarter) le prime ore sono quelle decisive per stimare in maniera piuttosto precisa le potenzialità di successo di un progetto.

I costi

  • Generalmente la piattaforma ospitante ha una percentuale che oscilla dal 5 al 15%  (comprende costi di transazione, hosting e remunerazione della piattaforma)
  • I costi di attribuzione per ricompense, spese di marketing, consulenze arrivano spesso al 25%.In definitiva, nelle tasche del creator alla fine della campagna dovrebbe entrare circa il 50% di quanto raccolto
  • Nelle campagne più finanziate al mondo i creators hanno pianificato una campagna pubblicitaria online e offline investendo fino al 30% del budget che si intende raccogliere.

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4 Cose da sapere se hai un’attività su Facebook

4 Cose da sapere se hai un’attività su Facebook

Gestire la propria immagine sul web è un’attività che richiede capacità di marketing e conoscenza delle piattaforme in cui la nostra azienda interagisce.  In questa newsletter analizzeremo cinque punti ricchi di statistiche, dati e consigli per la tua pagina aziendale:

Miliardi di Utenti

  • Facebook al momento ha più di 2 miliardi di utenti mensili attivi e nell’ultimo anno (anno dello scandalo Cambridge Analytica) ha aggiunto 284 milioni di utenti al suo numero di utenti. Sono 80 milioni le aziende che hanno una pagina, a queste pagine sono connesse 1,6 miliardi di persone ed ogni settimana 2 persone su 3 consultano le pagine che seguono.

Un social network a pagamento?

  • Facebook nella sua evoluzione ha ridotto sempre di meno la visibilità dei contenuti aziendali, a volte adducendo scuse quali “Daremo più visibilità ai contenuti degli amici e dei parenti degli utenti” (vedi per es. http://www.ninjamarketing.it/2018/01/12/facebook-cambia-algoritmo-amici-famiglia/). Tutto questo per dirvi che le persone raggiunte dai vostri post in maniera gratuita sono sempre meno e la necessità di utilizzare lo strumento delle sponsorizzate (Facebook ADS) è diventato necessario per poter raggiungere i vostri clienti finali.

Perché tutto questo? Facciamo rispondere lo stesso Zuckerberg che alla domanda da parte di un illustre senatore Americano sul come facesse i soldi Facebook ha risposto così:

https://www.youtube.com/watch?v=bnQdr3HxmEI

https://www.youtube.com/watch?v=bnQdr3HxmEI

  • Investimenti mirati e vantaggiosi

Premesso che per avere dei risultati OTTIMALI occorre pensare a Facebook come ad un social network a pagamento è altresì utile sapere che è possibile raggiungere qualsiasi persona iscritta alla piattaforma e targetizzarla per migliaia di comportamenti ed interessi diversi.

Ricordiamo inoltre che i costi di questa piattaforma sono spesso molto vantaggiosi in termini di ritorno economico, ecco un esempio chiaro ed illuminante su pubblicità su Facebook e la pubblicità tradizionale per la tv: in uno studio Nielsen su 29 campagne multi-piattaforma, l’investimento medio per la TV è stato 20 volte superiore rispetto a quello su Facebook. Ma la copertura su Facebook non è stata un ventesimo di quella in TV; è stata pari a quasi la metà di quella delle campagne televisive.

  • Video, il re dei contenuti

“Secondo un sondaggio Facebook IQ del 2017 condotto in 10 Paesi e su persone tra i 18 e i 64 anni, più di 1 persona su 3 afferma che lo smartphone è il dispositivo che usa di più per guardare video online. E in questo gruppo, il 67% afferma di usare lo smartphone per guardare video online per più di un’ora al giorno”

In questo ultimo consiglio risponderò ad una delle domande ricorrenti che vengono poste a noi social media manager ovvero: “Cosa funziona bene sui Social?”

La risposta è che il video è il re indiscusso dei contenuti, vediamo insieme qualche dato che vi renderà chiaro il tutto:

Circa 8 miliardi di visualizzazioni al giorno. Il 79% delle persone preferisce vedere un video per scoprire un prodotto piuttosto che leggere testo in una pagina. Il 39% di chi visualizza video prima su mobile hanno scoperto nuovi brand o prodotti come risultato di queste visualizzazioni.

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Domotica per anziani

Domotica per anziani

La domotica consente di aumentare l’autonomia delle persone anziane mettendogli a disposizione degli strumenti tecnologici di comodo utilizzo.

L’attenzione alle esigenze di anziani non è solo un fattore di civiltà, ma anche frutto di considerazioni relative ai numeri del fenomeno, si è infatti registrato un notevole aumento della popolazione over 65, aprendo così nuove sfide per quanto riguarda la possibilità di consentirgli sempre una maggiore indipendenza.

In molti casi proprio le tecnologie domotiche potrebbero rappresentare una svolta nella vita di queste persone.

Se la domotica fino ad ora è stata vista quasi esclusivamente come uno strumento per migliorare il comfort e contenere i consumi energetici, la nuova frontiera potrebbe essere rappresentata proprio dalla sua potenzialità nell’accrescere l’autonomia delle persone anziane.

Basti pensare che l’installazione di una semplice telecamera può rappresentare lo strumento di comunicazione ideale verso l’esterno, attraverso un simile strumento un anziano può ricevere promemoria sulle attività da svolgere, come l’assunzione di farmaci o specifici appuntamenti, e può dialogare quotidianamente con parenti o personale di assistenza.

Tutto ciò permette soprattutto di verificare da remoto l’effettivo stato di salute di una persona sola in casa.

Grazie agli sgravi fiscali e alle nuove tecnologie sul mercato la realizzazione di un impianto domotico in grado di rispondere appieno alle esigenze risulta anche una spesa affrontabile dal punto di vista economico.

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Virtualizzazione dei server

Virtualizzazione dei server

La virtualizzazione è il processo di creazione di una versione virtuale, e non fisica, di una risorsa; ovvero computer, sistemi operativi, dispositivi di storage, applicazioni o reti.

Il vero fulcro di questa tecnologia resta la virtualizzazione dei server.

La virtualizzazione utilizza il software per simulare l’esistenza dell’hardware e creare così sistemi informatici virtuali, consentendo alle aziende di eseguire più sistemi virtuali e più sistemi operativi oppure applicazioni su un unico server.

Ma quali sono i vantaggi della virtualizzazione?

Le macchine virtuali presentano le seguenti caratteristiche, che offrono numerosi vantaggi.

Partizionamento  

È possibile utilizzare più sistemi operativi su un’unica macchina fisica, inoltre permette la suddivisione delle risorse di sistema tra le macchine virtuali.

Isolamento

Isola eventuali guasti o problemi di sicurezza a livello di hardware, proteggendone le prestazioni grazie a controlli avanzati delle risorse

Incapsulamento

Salva su un file l’intero stato di una macchina virtuale, permettendo in caso di necessità di recuperarla in futuro.

Indipendenza dall’hardware

In qualsiasi momento è possibile migrare dalle macchine virtuali a qualsiasi server fisico

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