Nell’ultimo periodo c’è stato un forte aumento di attacchi ransomware verso aziende di qualsiasi dimensione. L’ultima vittima illustre risulta essere la Geox, che dopo aver subito un attacco informatico a inizio 2020, si ritrova a veder nuovamente danneggiata la propria rete informatica.

Gli attacchi ransomware sono attacchi che riescono a paralizzare la rete aziendale criptando i dati dei dispositivi, rendendo il recupero dei dati possibile solo attraverso un lungo e costoso processo di decodifica. 

 Tipicamente i cybercriminali offrono le chiavi di decriptazione dietro il pagamento di un riscatto, che spesso deve avvenire in bitcoin per garantire l’anonimato, così da renderli più difficile da rintracciare. Dopo aver effettuato il pagamento si corre sempre il rischio che questi cybercriminali non forniscano la chiave di decriptazione o che tendano a svanire nel nulla.

 Va inoltre ricordato che trattare con questi criminali costituisce un vero e proprio reato.

 Il problema degli attacchi ransomware riguarda tutti, nessuno escluso, e proprio per questo motivo molte imprese stanno cercando di prevenire il verificarsi di queste situazioni. 

 Le imprese hanno iniziato ad implementare internamente contromisure, come ad esempio il sistema NAS, al fine di essere in grado di proteggersi dagli attacchi ransomware. Il sistema NAS è un dispositivo di archiviazione connesso alla rete che genera, in maniera periodica, un backup di tutte le informazioni all’interno della propria rete aziendale.

 Il funzionamento del NAS garantisce la possibilità di riavviare la propria rete aziendale nell’eventualità di un attacco informatico che blocchi tutti i sistemi informatici collegati all’impresa, come possono essere il reparto logistico, l’e-commerce e il sistema di e-mail aziendale.

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